Blog

  • Home
  • Blog
  • Scoperta enorme grotta in Canada, ma esplorarla sarà difficile e pericoloso

Scoperta enorme grotta in Canada, ma esplorarla sarà difficile e pericoloso

  • di Ale Staderini Busà
  • 16 Gen 2019 alle 13.05

Speleologia Focus

Condividi:
La grotta, ancora inesplorata, osservata nella primavera del 2018 da un elicottero in volo di ricognizione per il conteggio dei caribù sopra una remota zona della British Columbia, si apre con una immensa voragine di 100 metri per 60 metri larghezza nel territorio del Parco Provinciale di Wells Gray, in Canada.

Alla grotta è stato dato il nome provvisorio di Sarlacc Pit, in omaggio al luogo leggendario della Saga di Star Wars: un grande abisso del Pianeta Tatooine comparso al cimena nel 1983 con “Il ritorno dello jedi”, abitato da un mostro che ingoia tutto quello che cade all’interno, chiamato appunto Sarlacc. La scelta definitiva del nome dovrà essere concordata con gli Inuit che vivono nella zona.
Le dimensioni della grotta non sono conosciute, perchè un fiume di portata notevole si getta nell’orrido dando vita ad una cascata alta circa 135 metri che forma una densa nube d’acqua difficile da superare.

Il divieto di avvicinamento
la grotta si trova in ambiente decisamente impervio, pericoloso ed incontaminato, e per evitare che sia raggiunta da turisti curiosi o persone male equipaggiate, le autorità hanno imposto il divieto di accesso all’area, la cui violazione potrebbe costare multe salatissime dell’ordine di un milione di Dollari Canadesi o una condanna ad un anno di prigione.

La scoperta e l’esplorazione
Dopo la scoperta fatta ad Aprile 2018 durante la ricognizione in elicottero condotta dal Ministero dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici canadese, il 2 Maggio 2018 è stata contattata una geologa e vulcanologa, Catherine Hickson, consulente del Governo Canadese, che dopo aver visto le foto ha chiesto aiuto al suo collega John Pollak, speleologo esperto.
A Settembre 2018 un gruppo di studiosi composto da geologi e archeologi della Royal Canadian Geographical Society, guidati da Hickson e Pollak, ha effettuato una prima spedizione senza, però, riuscire a scendere nella cavità a causa della grande portata del fiume e per la presenza di una spessa coltre neve fresca.
In questa occasione è stata misurata l’apertura e sono state fatte delle ipotesi sulla reale profondità e lunghezza della grotta, che potrebbe arrivare anche a due chilometri. La scoperta è stata tenuta a lungo segreta per evitare che si avvicinassero curiosi.

Si sta pianificando una prossima spedizione per il 2020.
La zona della grotta è coperta di neve per gran parte dell’anno e le valanghe sono molto frequenti. In estate lo scioglimento delle nevi forma un fiume che ha una portata variabile tra i 5 e i 15 metri cubi al secondo. Il periodo favorevole all’esplorazione dovrebbe essere quindi quello invernale, quando il freddo intenso fa ghiacciare la neve e l’acqua che entra nella grotta è poca.

Aspetti geologici e genesi
L’enorme “buco” perfora strati sovrapposti di carbonato di calcio, marmo, scisto e quarzite, dando alle pareti interne una conformazione “a strisce” modellate e piegate dalle spinte tettoniche. Questo genera un carsismo discontinuo, iniziato forse nel Paleozoico, dovuto a processi combinati di dissoluzione e di erosione meccanica dovuta alla forza dell’acqua.
L’area di Wells Grey è stata soggetta a diverse glaciazioni su scala continentale negli ultimi 2,6 milioni di anni, e la grotta potrebbe essersi formata dall’acqua di fusione che scorre sotto i ghiacciai.
La grotta potrebbe essere esistita anche prima delle glaciazioni, ma probabilmente è stata in gran parte distrutta dai ghiacciai.
Alcuni tratti di questa proto-grotta potrebbero essere sopravvissuti all’interno dell’attuale sistema, ma solo ulteriori esplorazioni lo riveleranno.
Nei periodi glaciali, il flusso di acqua subglaciale sembra aver lavorato sui sottili strati di marmo (1-10 m), favorendo la dissoluzione e l’erosione di queste rocce. Le forti fratture e le faglie presenti hanno favorito l’erosione profonda.
Dalle osservazioni fatte, il fiume sotterraneo che attraversa la grotta dovrebbe riemergere a più di 2 km di distanza, circa 460 m più in basso in una valle più ampia.
Oggi i ghiacciai si sono ritirati, ma continuano a trasportare una quantità enorme di acqua nella grotta.

Links and Media

Altri Articoli