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Ritrovata antica fornace romana sotto Palazzo Corsini a Roma. Risultati e immagini dallo scavo

  • di Kyoko Mino
  • 20 Apr 2019 alle 9.48

Focus Cronache archeologiche Curiosità Ceramiche

La sede della più antica accademia scientifica del mondo, che sorge all’interno di un palazzo nobiliare del Quattrocento, nasconde nelle sue fondamenta un capitolo di storia romana ancora sconosciuto, svelando aspetti che ridisegnano le vicende urbanistiche della Città Eterna. Stiamo parlando di Palazzo Corsini in Via della Lungara a Trastevere, sede dell’Accademia dei Lincei, di cui oggi sono stati svelati i risultati di uno scavo archeologico condotto lo scorso febbraio dalla Soprintendenza Speciale di Roma. All’interno del giardino settecentesco di Palazzo Corsini, è stata scoperta un’antica fornace risalente al I-III secolo d.C., adibita alla produzione di ceramica e di ceramica invetriata.

FORNACE ROMANA A PALAZZO CORSINI: LO SCAVO ARCHEOLOGICO

“È una scoperta importante sotto il profilo dell’archeologia urbanistica di questa città, perché qui stiamo indagando una zona che, stando alle fonti tradizionali, sembrava destinata soltanto all’insediamento di ville patrizie in epoca augustea”, spiega ad Artribune il Soprintendente Francesco Prosperetti, “verso il II o il III secolo, quando probabilmente cambia l’utilizzo di questa porzione della città , si insediano impianti produttivi che non erano mai stati trovati prima in un’area così centrale di Roma”. Condotta dalla Soprintendenza Speciale di Roma, l’indagine iniziata nel mese di aprile del 2018 e proseguita poi con uno scavo stratigrafico dallo scorso mese di febbraio, ha interessato un’area di circa 15 metri di larghezza per 18 di lunghezza, rivelando così una complessa stratificazione di piani storici e materiali. “L’insediamento produttivo sembrerebbe cospicuo per dimensioni, in questo momento abbiamo messo in luce solo un angolo, sebbene di una certa importanza”, continua Prosperetti, “considerato che le fornaci erano solitamente delle costruzioni molto precarie. Qui invece abbiamo un bel blocco cementizio, su cui si trova un pavimento in concotto che ha subito temperature molto alte, per via dei bracieri che venivano accesi per cuocere le ceramiche”. Al ritrovamento della fornace, si aggiunge inoltre quella di un deposito di anfore per il trasporto dell’olio, probabilmente riutilizzate per la raccolta dell’acqua piovana discendente dal Gianicolo, che tendeva a ristagnare in prossimità del fiume.

FORNACE ROMANA A PALAZZO CORSINI: LA PRODUZIONE DI CERAMICA E NON SOLO

La presenza di materiali di scarto e di scorie di lavorazione di ceramica e di blocchi di concotto con strato di rivestimento vetroso fa pensare che la fornace sia stata usata per la produzione di materiale ceramico e forse anche per l’invetriatura della ceramica stessa: “qui la ceramica non veniva solo cotta, ma anche invetriata”, continua a spiegare Prosperetti, “quindi un oggetto dal costo relativamente basso veniva trasformato in oggetto prezioso perché veniva reso simile al vetro, e di questa lavorazione abbiamo testimonianza grazie ai reperti ritrovati durante lo scavo”.

I PROSSIMI SCAVI A PALAZZO CORSINI E LA COLLABORAZIONE CON L’ACCADEMIA DEI LINCEI

“Oltre a quello urbanistico, quindi, questa scoperta è importante anche dal punto di vista della tipologia di lavorazione che in questa fornace veniva praticata, con tecnica sofisticata”, ci dice Prosperetti. “Questo dipende anche dalle dimensioni dell’impianto, che accerteremo con una campagna di scavo successiva. Tutto questo è possibile grazie alla grande collaborazione dell’Accademia dei Lincei, che segue con passione e interesse questo scavo. I risultati di queste scoperte confluiranno in una mostra che si terrà il prossimo giugno, in occasione della conclusione dell’anno accademico dell’istituzione. Nel frattempo”, conclude Prosperetti, “i visitatori di Palazzo Corsini avranno la possibilità di vedere uno scavo aperto e che parla da sé”.

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