Le Vignacce - Vincolo archeologico

  • tipologia:
    Villa
  • quota:
    0m
  • anno:
    0
  • epoca:
    Imperiale


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Le Vignacce - Vincolo archeologico

la Villa delle Vignacce, che sorge su una collinetta artificale a due passi da via Lemonia. La presenza di una villa da queste parti non è certo una cosa eccezionale. Ci troviamo infatti lungo una delle più importanti vie romane, la via Latina e a due passi dalla via Appia Antica. Due strade che in epoca romana rappresentavano la principale via di collegamento con il sud e con le zone dove si coltivano i prodotti che poi arrivavano sulle tavole di Roma. E la villa delle Vignacce aveva anche una parte agricola. La sua posizione sopraelevata, oggi appena intuibile, è legata anche motivi strategici. Questo infatti le consentiva di dominare il paesaggio ed essere in collegamento visivo con le altre grandi ville della zona, in particolare Villa dei Quintili (su via Appia Antica) e la Villa dei Settebassi (che si può vedere tra via Tuscolana e via delle Capannelle) anch'esse facenti parte del Parco dell'Appia Antica.

Durante il periodo in cui fuorno edificati i quartieri qui intorno, questa collinetta era una discarica di materiale edilizio. Un passato che ha in parte modificato la morfologlia del terreno.

I resti che si possono vedere oggi sono per lo più facenti parte del complesso termale, ma recenti scavi archeologici hanno portato (temporaneamente) alla luce molti altri ambienti. Oggi nuovamente coperti dalla terra. Merito degli scavi è stato quello di studiare meglio il complesso e di aver consentito il ritrovamento di alcuni reperti di grande interesse, primo fra tutti una bellissima statua raffigurante Marsia, che per aver ostato sfidare Apollo, fu spellato vivo.
Rinventua anche una testa di Zeus, frammenti di colonne, resti di mosaici e fontane. Una serie ritrovamente che si aiuta anche a comprendere quanto questa dimora rurale potesse essere grandiosa.

In passato sempra da questo sito sono venute alla luce opere di grande pregio, oggi conservate ai Musei Vaticani, tra queste cui un'Afrodite, un Ganimede Chiaramonti, la Tyche di Antiochia e un colossale ritratto di Giulia Domna, moglie dell'imperatore Settimio Severo.

Della villa conosciamo anche il nome del proprietario, tale Servilio Prudente,

Frammento di volta con pignatta
importante proprietario di fabbriche di laterizi che fece costruire l'edificio tra il 125 e il 130 d.C. (durante l'impero di Adriano). Osservando i resti sparsi nel parco si può notare la presenza delle pignatte: un sistema edilizio che prevedeva l'inserimento di un'anfora vuota nella volta per renerla più leggera. Di conseguenza, avendo bisogno di sopportare meno peso, era possibile avere delle mura meno massicce. L'uso delle pignatte è famoso nel Mausoleo di Sant'Elena, a Tor Pignattara. Qui le pignatte sono così imponenti da aver dato il nomer al quartiere. Decisasmente più piccole quelle della Villa delle Vignacce, ma pare che questa tecnica sia stata utilizzata qui per la prima volta.

La villa nel corso dei secoli ha subito molti cambiamenti. E' documentata anche una trasformazione del complesso termale in una sorta di fortino. Visto il periodo in cui ciò è avvenuto, VI secolo, non è escluso che questo possa essere messo in realazione con l'invasione barbarica del 537, quando a pochi passi da qui si accampamparono i Goti nella zona ancora oggi chiamata Campo Barbarico.


Indirizzo:
Via Lemonia

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